4 Titoli Che Sono Influenzati Dal Dollaro Forte

Rispetto alle altre valute, il dollaro USA ha avuto molti alti e bassi durante il 21° secolo. Alla fine degli anni ’90, ci sono stati molti fattori che hanno contribuito a rendere il dollaro una valuta forte: l’economia statunitense era in piena espansione, in gran parte grazie alla bolla speculativa incentrata sui titoli “internet”. Conosciuta come “Bolla delle Dot-com” (in inglese Dot-com Bubble), si sviluppò tra il 1997 e il 2000 (ovvero quando l’indice NASDAQ, il 10 marzo 2000, raggiunse il suo punto massimo a 5132.52 punti nel trading intraday prima di chiudere a 5048.62 punti). Durante questo periodo la capitalizzazione dei mercati dei paesi più industrializzati videro un rapido aumento del valore delle aziende attive nell’ambito di Internet e nei relativi settori. Il periodo fu segnato dalla fondazione (e conseguenti fallimenti) di un numero elevato di nuove aziende con scopo sociale di svolgere attività nel settore Internet (e più in generale il settore informatico) generalmente chiamata Dot-com; erano compagnie scarsamente capitalizzate, di piccole dimensioni (in molti casi con un solo azionista fondatore), molto esposte in un settore fortemente sovrastimato ovvero una condizione fondamentale alla base delle bolle speculative.

L’inizio del 21° secolo fu invece caratterizzato da alcuni eventi negativi che portarono al rallentamento dell’economia americana: l’implosione della bolla dot-com, gli attacchi terroristici e i diffusi scandali finanziari portarono al declino economico, deficit di bilancio e al crollo del dollaro sui mercati. La crisi finanziaria del 2008, insieme all’azione del governo per spingere i tassi di interesse ai minimi storici e tenerli lì a tempo indeterminato, accelerarono la spirale al ribasso del dollaro. A partire dal 2015, tuttavia, il dollaro ha invertito la rotta. In gran parte a causa della rinnovata produttività negli Stati Uniti, ma anche per la debolezza delle politiche economiche europee. Ad ogni modo, un dollaro forte rappresenta una notizia positiva e negativa allo stesso tempo! Quando il dollaro sale rispetto alla valuta di un altro paese, i prodotti provenienti dagli Stati Uniti diventano più costosi per i cittadini di quei paesi e, di conseguenza, molti di quei cittadini cercano alternative per sostituire i prodotti americani. Ma l’apprezzamento del dollaro può rappresentare grandi possibilità d’investimento per i trader che desiderano trarre profitto dal mercato americano. Vediamo ora quali società sono state più influenzate dal dollaro forte.

Google Inc. (GOOG)

Google (NASDAQ: GOOG) nacque nel 1998 e da allora ha letteralmente schiacciato ogni forma di concorrenza nel suo settore. Molte aziende negli anni hanno cercato di prendergli una fetta di mercato, ma tutte hanno inesorabilmente fallito. Il fatturato dell’azienda è cresciuto costantemente sia durante i periodi di congiuntura positiva che negativa, aumentando del 19% tra il 2013 e il 2014. I guadagni di Google provengono per la maggior parte dalla pubblicità. E il dollaro forte ha fatto aumentare i suoi profitti a causa del crescente numero dei clienti che ogni anno spendono un sacco di soldi sul posizionamento degli annunci. Clienti che provengono per la maggior parte da oltreoceano. Quindi, l’apprezzamento del dollaro rende automaticamente le valute degli altri paesi di valore inferiore, costringendo chi proviene dal oltreoceano a spendere di più in pubblicità. Nel primo trimestre del 2015, gli analisti finanziari di Google hanno determinato che il dollaro forte abbia provocato all’azienda ben $ 400 milioni di entrate extra. Tuttavia, anche se questo è un importo significativo per una “normale” attività commerciale, dovrebbe essere analizzato in un contesto adeguato per Google, visto che stiamo parlando di una società con un fatturato totale che ha superato l’anno scorso i 66 miliardi di dollari!

Facebook Inc. (FB)

Come Google, Facebook (NASDAQ: FB) è una società che deve la maggior parte dei suoi guadagni alla pubblicità, grazie agli inserzionisti che vogliono promuovere le loro attività sul popolare social network. Quando Facebook fu lanciato nel Febbraio 2004, operava al 100% negli Stati Uniti: infatti, l’accesso alla rete del social media era limitato ai soli utenti che avevano indirizzi di posta elettronica provenienti dai vari college americani. In breve tempo la portata del social si espanse a tutto il mondo. A partire dal 2015, Facebook guadagna oltre il 50% delle sue entrate pubblicitarie da oltremare. In particolare l’Asia rappresenta il mercato in più rapida crescita per gli inserzionisti del social; il continente è anche sede di molti paesi le cui monete hanno subito i peggiori cali rispetto al dollaro. Mentre nel primo trimestre il fatturato di Facebook è aumentato del 42%, i rappresentanti della società hanno stimato che il guadagno sarebbe stato del 49% se non fosse per gli effetti del dollaro in aumento. Società di pubblicità online come Google e Facebook sono particolarmente sensibili agli effetti dell’apprezzamento del dollaro perché, a differenza delle aziende internazionali che producono prodotti fisici, la caduta dei ricavi delle vendite d’oltremare non sono compensate da diminuzioni dei costi di produzione all’estero.

Procter & Gamble (PG)

Procter &; Gamble (NYSE: PG) produce e vende prodotti di consumo come dentifrici, pannolini e prodotti per la pulizia. Alcuni dei suoi marchi più noti includono Crest, Pampers e Tide. Mentre le vendite negli Stati Uniti della società sono state forti in tutto il periodo della crisi economica, attualmente le entrate di Procter &; Gamble si stanno concentrando sempre più sulle vendite all’estero. A partire dal 2015, oltre il 65% delle entrate della società proviene infatti da fuori gli Stati Uniti. La società ha riferito che nell’ultimo trimestre del 2014, l’apprezzamento del dollaro ha fatto aumentare il fatturato di ben $ 450 milioni. La società prevede che il dollaro forte possa inoltre far aumentare fra il 5 e il 6% i ricavi per l’intero esercizio.

Johnson & Johnson (JNJ)

Johnson & Johnson (NYSE: JNJ) è un’altra società di prodotti di consumo la cui forti vendite all’estero hanno tratto beneficio dall’apprezzamento del dollaro. Tuttavia, nel prossimo futuro la società prevede che se il dollaro rimanesse al suo tasso di cambio corrente con l’euro per la fine del 2015, potrebbe rallentare il suo tasso di crescita delle vendite di oltre il 5%. Attualmente, la metà delle sue entrate derivano da paesi oltreoceano, soprattutto dal continente europeo.

Ricordiamo che il tasso di cambio dell’euro con il dollaro è passato da $ 1,59 a $ 1 nel 2008; mentre a partire da agosto 2015, il tasso di cambio è di $ 1,15 a $ 1.

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