Sterlina Britannica: quale futuro nel Post Brexit

Quale futuro per la sterlina?

Qualche giorno fa, a 278 giorni di distanza dal referendum con cui i cittadini britannici hanno deciso a maggioranza per l’uscita del paese dalla UE, la premier Theresa May ha avviato ufficialmente l’iter previsto dall’articolo 50 del Trattato europeo che permette a ciascuno dei 28 Stati membri di tornare alla situazione pre-adesione all’Unione Europea (nel caso della Gran Bretagna, al 1973). Quello che succederà dopo è ancora un’incognita. I negoziati per l’uscita definitiva dureranno almeno un paio d’anni. E questo rappresenta una brutta notizia per gli investitori e i mercati, che storicamente non amano questi prolungati periodi di incertezza. L’unica cosa che possiamo fare, quindi, è ipotizzare lo scenario più probabile. Quello che preoccupa di più è il futuro della sterlina che, dalla data del Brexit (23 Giugno 2016) ha già perso il 16% del suo valore nei confronti del Dollaro americano, passando da 1,49 a 1,24.

L’Andamento Della Sterlina Britannica

+500Ma il picco più negativo della moneta britannica in questi 278 giorni è stato toccato il 16 Gennaio scorso, quando si svalutò fino a raggiungere una quotazione di 1,2. A dover di cronaca, va però detto che dalla metà di Marzo la sterlina è stata acquistata apprezzandosi del 2% (1,215) fino, appunto, a raggiungere l’attuale soglia di 1,24. Questo perché molti investitori, ormai certi dell’irreversibilità della Brexit, hanno iniziato a vendere le posizioni “short” sulla sterlina per trarre profitto. E, dato che una posizione “corta” (ribassista) si può chiudere solo acquistando il bene che si era venduto allo scoperto a un prezzo più alto, la sterlina si è apprezzata. Ma dalla data del Brexit, la sterlina ha perso valore anche nei confronti dell’Euro, nonostante su questo agisca l’effetto svalutazione dettato dal “quantitative easing” della Bce. Ad ogni modo, negli ultimi nove mesi la moneta unica si è apprezzata del 13% su quella britannica. Ora la domanda che molti investitori si pongono è se la sterlina scenderà ancora, ma anche se i mercati abbiano già assorbito l’effetto Brexit.

Cosa Farà La Banca d’Inghilterra?

La Banca d’Inghilterra (o BoE, Bank of England) non prevede che il cambio si manterrà sui livelli attuali. Piuttosto, negli ultimi tempi sta preparando degli “stress test” per le banche britanniche con l’obiettivo di testare la loro capacità di resistere alla Brexit ipotizzando lo scenario più “disastroso”. In particolare, gli istituti sotto esame saranno Barclays, Hsbc, Lloyds Banking group, Nationwide, Rbs, Santander e Standard Chartered. Lo scenario prevede il crollo della sterlina contro il dollaro, una forte recessione e una inflazione fuori controllo. I risultati dei test saranno pubblicati dalla Banca d’Inghilterra nel mese di Novembre.

L’Economia Britannica

Con la Brexit, la Gran Bretagna ha gli occhi di tutta l’Europa puntati addosso. Nel senso che d’ora in poi verrà vista come una sorta di “cavia” da quei Paesi (euroscettici) che in futuro potrebbero attuare lo stesso percorso. Ad ogni modo, dalla data del referendum ad oggi, l’economia britannica si sta comportando piuttosto bene. Il tasso di disoccupazione è al 4,7% e l’inflazione al 2,3% (lo scorso Giugno era al 0,6%), anche se è difficile stabilire quanto questo dipenda dal referendum o piuttosto dal movimento di reflazione globale innescato dall’aumento dei prezzi del petrolio e della produzione in Cina, che stanno spingendo il colosso asiatico ad “esportare inflazione” (quando invece per anni aveva esportato deflazione!). Il Pil britannico sta invece crescendo al ritmo del 2% annuo (0,7% nell’ultimo quarto chiuso a dicembre 2016). Il mercato azionario è invece ai massimi storici. Questi sono numeri di un’economia solida e in salute. Ma bisogna sempre tener conto che gli effetti della Brexit sono solo all’inizio, anche se la premier May è molto fiduciosa sull’avvenire del Regno Unito.

Mercato Forex

sterlinaAttualmente, gli analisti del mercato forex sono molto scettici riguardo una possibile rivalutazione della sterlina. Anzi, nel breve periodo è possibile che la sterlina possa perdere ulteriore terreno nei confronti del dollaro, con il cambio che potrebbe mantenersi all’interno di un ampio range compreso tra 1,19 e 1,29. Nei confronti dell’Euro, invece, il cambio dovrebbe attestarsi intorno al range 0,835 e 0,885, a causa dei movimenti a diversa velocità che potrebbero verificarsi tra EUR/USD e GBP/USD. Tuttavia, molti sono concordi nell’affermare che sia ancora troppo presto per vedere gli effetti della Brexit. La sfida più immediata per la Bank of England, piuttosto, sarà difendere l’economia dall’aumento dell’inflazione. Ad ogni modo, il calo atteso della sterlina potrebbe scoraggiare le emissioni obbligazionarie in valuta. Dopo la volatilità iniziale, la sterlina potrebbe indebolirsi ancora, con implicazioni sulle obbligazioni e sui prestiti denominati in sterline. Anche se dall’inizio dell’anno a oggi, le obbligazioni high yield denominate in sterline hanno registrato buone performance, superando i rendimenti dei titoli in euro e dollari. In ogni caso, il clima d’incertezza e l’impossibilità di prevedere un evento di cui non esistono precedenti storici, dovrebbe aumentare la volatilità. In tutto questo, molti analisti finanziari non è escludono a priori un ritorno alla parità con l’Euro e un cambio ad 1,05 sul Dollaro americano.

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