Come Valutare Un Portafoglio Titoli

Conoscere e ottimizzare l’andamento complessivo del proprio portafoglio titoli è molto importante per fare un trading redditizio.

Tuttavia, il rendimento totale non può essere utilizzato esclusivamente come punto di riferimento preciso per determinare se o meno il vostro portafoglio stia svolgendo il suo lavoro in maniera efficace!

Ad esempio, un rendimento complessivo del portafoglio annuo del 2% inizialmente può sembrare piccolo. Tuttavia, se il mercato è aumentato solo dell’1% nello stesso intervallo di tempo, rappresenta un ottimo segnale di crescita futura. D’altra parte, se questo portafoglio è concentrato esclusivamente su titoli estremamente rischiosi, il rendimento aggiuntivo dell’1% nel mercato non ricompenserà adeguatamente l’investitore per l’esposizione al rischio.

Sulla base della necessità di misurarne con precisione le prestazioni, esistono dei sistemi comunemente usati per determinare il rendimento corretto e il rischio di un portafoglio investimenti.

Come Valutare Un Portafoglio Titoli

1. Indice di Sharpe

L’indice di Sharpe (noto come Sharpe ratio) è una delle misure più usate per determinare la performance di un portafoglio. Esso esprime il rendimento di un portafoglio titoli, al netto del rendimento non rischioso (riskfree rate), normalmente inteso come il tasso d’interesse di prestiti statali AAA a breve scadenza, in rapporto al rischio (deviazione standard o volatilità) del portafoglio stesso. L’indice di Sharpe determina quindi il rendimento realizzato atteso su quello minimo. Nell’ambito rischio-ricompensa, gli investimenti con rischio più elevato dovrebbero produrre rendimenti elevati. Come risultato, un elevato indice di Sharpe indica il sorgere di un rischio superiore al normale. La formula per calcolarlo è questa…..

INDICE DI SHARPE = (Rendimento Atteso – Tasso d’Interesse privo di rischio) / Deviazione Standard

2. Indice di Roy (Safety First)

I modelli detti “Safety First” sono basati sull’ipotesi secondo cui gli investitori preferiscono basare le proprie decisioni finanziarie su modelli semplici che si concentrano su risultati negativi, quindi su modelli che pongono dei limiti al rischio di incorrere in gravi perdite.



L’indice di Roy è molto simile a quello Sharpe, ma introduce una modifica sottile: piuttosto che confrontare i rendimenti del portafoglio al tasso privo di rischio, esso viene confrontato con un obiettivo di rendimento. Nello specifico, l’assunzione fondamentale dell’Indice di Roy è che i rendimenti debbano distribuirsi normalmente, in modo da ottenere risultati coerenti con l’analisi media della varianza. Si sostiene che il portafoglio migliore sia quello che presenta la più bassa probabilità di generare un rendimento al di sotto di un determinato livello. La formula è questa….

INDICE DI ROY = (Rendimento atteso – Obiettivo di Rendimento) / Deviazione Standard

3. Indice di Sortino

L’indice di Sortino (Sortino ratio), come quello di Sharpe, si concentra sulla distribuzione dei rendimenti. Come misura del rischio utilizza infatti il Downside Risk o DSR. Secondo questo indice, gli investitori non hanno timore delle oscillazioni dei propri investimenti, in quanto essi non avvertirebbero un significativo aumento del rischio al semplice aumentare o diminuire dei prezzi dei titoli in possesso. L’investitore, invece, si sentirà sotto pressione solo a fronte di risultati inadeguati rispetto a quello che ritiene il “minimo accettabile”. L’indice di Sortino comprende solo la “deviazione standard al ribasso” e non quella standard. Questo significa che la volatilità che produce rendimenti fluttuanti sotto un punto di riferimento specificato, sarà la sola ad essere presa in considerazione. Il downside risk è una misura di rischio simile alla deviazione standard e si concentra sulla parte negativa della volatilità dell’investimento. Rispetto alla deviazione standard, il valore di riferimento non sarà  la Media dei Rendimenti, bensì il rendimento minimo accettabile rappresentato dai titoli risk-free (ad esempio i Bot)

INDICE DI SORTINO = (Tasso investimenti privi di rischio – Rendimento Obiettivo) / Downside Risk o deviazione standard al ribasso


4. Indice di Treynor

Questo indice fu sviluppato da Jack Treynor, un allievo del grande Franco Modigliani. A differenza di quello Sharpe, l’indice di Treynor usa il classico Beta come indice di rischio. Il modello CAPM ci dice che se esiste una sufficiente diversificazione degli investimenti è possibile sfruttare le virtuose correlazioni tra gli strumenti presenti in portafoglio; il modello sviluppato da Treynor utilizza questo approccio, creando un indice alternativo a quello di Sharpe, inserendo al denominatore il Beta come indicatore di rischiosità al posto dello scarto quadratico medio dei rendimenti.

INDICE DI TREYNOR = (Rendimenti Attesi – Tasso Investimenti privi di rischio) / Portfolio Beta

5. Information Ratio

L’Information Ratio è un indicatore calcolato come rapporto tra l’extra-rendimento del portafoglio rispetto all’indice di riferimento e la Tracking Error Volatility (volatilità dei rendimenti differenziali del portafoglio rispetto ad un indice di riferimento o benchmark).
La formula di calcolo è la seguente:

INFORMATION RATIO = (Rendimento Portafoglio – Rendimento Benchmark) / Tracking Error Volatility

Rispetto ai precedenti, l’information ratio utilizza la deviazione standard dei rendimenti attivi come una misura del rischio invece della deviazione standard del portafoglio. L’Information Ratio fornisce dunque l’ammontare di extra-rendimento del portafoglio rispetto al benchmark di riferimento per ogni unità di rischio relativo (rappresentato dal tracking error) e consente di valutare la capacità del gestore di sovraperformare il benchmark in relazione al rischio assunto (rappresentato dallo scostamento rispetto al benchmark).


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