Cosa Prevede La Riforma Fiscale di Donald Trump

Lo scorso 22 Dicembre il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha convertito in legge il cosiddetto ”Tax Cuts and Jobs Act”. Il Senato ha infatti approvato il disegno di legge il 20 Dicembre, con una maggioranza del 51%. Nessuno dei deputati Democratici ha supportato la riforma fiscale di Trump e anche 12 Repubblicani hanno votato no, la maggior parte dei quali rappresentavano la California, New York e il New Jersey.

La riforma taglia le aliquote dell’imposta sulle società in maniera permanente e le singole aliquote fiscali in maniera temporanea. Ancora, rimuove in maniera permanente il mandato individuale, una disposizione essenziale dell’Affordable Care Act che potrebbe aumentare i premi assicurativi e ridurre in maniera significativa il numero di persone con copertura.

Tuttavia, coloro che conseguono guadagni più alti potranno trarre dalla riforma fiscale di Trump maggiore beneficio, mentre quelli che guadagnano di meno potrebbero pagare più tasse una volta che la maggior parte delle norme fiscali individuali scadranno dopo il 2025.

Cosa Prevede La Riforma Fiscale di Donald Trump

Riforma fiscale di Trump: il disegno di legge

Il disegno di legge relativo alla riforma fiscale di Trump, ricalca comprensibilmente la convinzione conservativa secondo cui, una riduzione delle imposte sulle imprese stimolerebbe l’economia e quindi tutti potrebbero beneficiarne. Questo significa che la maggior parte dei tagli verranno attuati nei confronti dei cittadini più abbienti, nonostante i sostenitori della riforma fiscale di Trump giurino che tutti i cittadini americani potranno godere dei relativi benefici.

Molto di questa riforma dipenderà non tanto dai numeri e dalle percentuali ma piuttosto dalle teorie su quale sarà la risposta dell’economia nazionale. L’unico modo per poter vedere quanto sarà efficace è vedere ciò che succederà nel corso del tempo.

La riforma fiscale è stata sostenuta dalla maggioranza del partito del Presidente Donald Trump e, di fatto, costituisce uno dei disegni di legge più ambiziosi. Se da un lato i politici della destra Repubblicana e anche i ”nostrani” Berlusconi e Salvini sono affascinati da questa idea riformista, dall’altro non sono mancate le aspre critiche da parte dei Democratici. Alcune stime ufficiali hanno determinato che questa riforma fiscale condurrà ad un aumento del debito pubblico americano (che attualmente è di circa 1.400 miliardi di dollari) nei prossimi dieci anni.

Va menzionato il fatto che la riforma prevede anche l’abolizione dell’assicurazione sanitaria prevista dall’Obamacare. Questo è un fattore molto importante, perché facendo pagare l’assicurazione a persone che non hanno necessità di cure, consente di mantenere i prezzi delle stesse assicurazioni più bassi, in maniera tale che i meno abbienti (e quelli che invece hanno bisogno di cure) possano permettersi di assicurarsi.

Cosa verrà messo in atto:

La riforma fiscale di Trump ha molti buoni propositi (in teoria). Vediamo quelli più salienti:

  • ridurre significativamente le aliquote d’impresa e al contempo riformare altri aspetti delle imposte commerciali. Questo significa che diversi business vedranno diversi gradi di cambiamento in quello che pagano e al contempo la riforma dà ai business l’opportunità di essere maggiormente competitivi a livello globale;
  • potenziare l’economia, almeno nel breve periodo. Di quanto è ancora da determinare;
  • rendere le multinazionali più redditizie. Alcuni di questi ulteriori profitti andranno agli azionisti, alcuni ai conti patrimoniali e altri ai lavoratori. La quantità dei guadagni che andrà a ciascuno è fonte di infiniti dibattiti fra gli economisti;
  • incrementare il deficit federale. Di quanto, dipenderà dalla crescita dell’economia, ma il Congressional Budget Office ritiene che crescerà di 1.4 trilioni di dollari in oltre 10 anni;
  • incentivare le compagnie a riportare gli investimenti e la produzione negli Stati Uniti;
  • traghettare gli Stati Uniti verso un sistema fiscale territoriale, come accade nel resto del mondo;
  • abrogare il mandato individuale dell’Affordable Care Act, cosa che libererebbe dal pagamento di ammende le persone che non vogliono un’assicurazione, ma che farebbe aumentare i premi della classe media sul mercato individuale;

Cosa non farà:

  • non obbligherà le compagnie a riportare indietro i capitali dall’estero per reinvestirli negli USA e non incrementerà i posti di lavoro. Le compagnie possono dunque scegliere di non farlo;
  • non fornirà tagli fiscali per tutti. Sebbene la maggioranza dei cittadini noterà una diminuzione delle tasse, alcuni ne vedranno un aumento. La maggior parte delle famiglie del ceto medio noteranno un aumento fiscale dopo il 2025, anno in cui scadranno i tagli individuali;
  • non riformerà in modo permanente il codice delle imposte individuali.

Altri aspetti del disegno di legge Trump

Immigrazione

Il Presidente si è espresso anche circa la necessità di una riforma sull’immigrazione, usando come esempi i lampanti casi di minacce terroristiche, di attentati e crimini violenti. Sono proprio le politiche sull’immigrazione ad aver generato più di ogni altra cosa proteste e dissensi. A partire dall’ordine per avviare la costruzione di un muro che separasse gli Stati Uniti dal Messico, l’allora neo presidente ha da subito suscitato clamore per le sue scelte anti immigrazione: ad esempio, dando via libera al blocco temporaneo per 90 giorni dell’ingresso di immigrati provenienti da paesi considerati ad alto rischio terroristico, oppure per l’ordine emanato nel Gennaio 2017 i cui si proponeva il taglio dei fondi pubblici alle città che adottano un atteggiamento più “buonista” nei riguardi dei clandestini.

Infrastrutture

Trump auspicò che il Congresso approvasse una spesa da 1.5 trilioni di dollari nel settore pubblico e privato.

Politiche estere

Il presidente Trump ha recentemente emanato un ordine esecutivo finalizzato a mantenere aperta la prigione di Guantanamo, ed è intenzionato a rafforzare il settore militare e a modernizzare l’arsenale nucleare del paese.

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