Conviene Ancora Investire in Immobili?

Negli ultimi tempi investire in immobili sembrerebbe stia perdendo di appeal fra gli italiani. E’ questo dovrebbe far riflettere, visto che “il mattone” è stato da sempre uno degli investimenti più perpetrati nel nostro paese. Infatti, ad oggi si stima che il 74% degli italiani possieda almeno una casa di proprietà, un dato che ci mette ai primi posti al mondo per immobili posseduti e che va a beneficio del tessuto sociale del Paese.

Conviene Ancora Investire in Immobili?

Oggi Investire In Immobili è Conveniente?

Investire in immobili viene da sempre considerato un investimento sicuro e anti-crisi, quasi un bene rifugio al pari dell’oro. Ma gli italiani non si sono limitati alla prima casa. Nel nostro paese esiste un enorme patrimonio immobiliare inutilizzato e moltissime persone possiedono una o più case, soprattutto a causa di eredità ricevute da parenti defunti. Spesso, però, vendere questi immobili potrebbe rivelarsi più complicato del previsto.

Con questo non voglio certamente scoraggiarvi dall’investire i vostri risparmi nell’acquisto di una casa. Ma se state valutando un tale investimento, è bene sapere innanzitutto che si tratta di uno dei tanti modi per investire i propri risparmi. Anche se questo potrebbe sembrare un concetto semplice e scontato, non sempre viene recepito, in quanto si tende ad attribuire alla casa uno “status symbol” particolare. In realtà l’investimento immobiliare, tranne per la prima casa, dovrebbe essere trattato come un qualsiasi altro asset finanziario e valutare prima alcuni aspetti fondamentali.

Prima di acquistare un (secondo) immobile, bisogna quindi tenere in considerazione i seguenti fattori:

  • Tassazione – Chi vuole investire in immobili o ne possiede già qualcuno, deve ovviamente considerare le tasse a cui sono soggetti. Oggi l’Imu non si paga solo sulla prima casa. Senza contare che bisogna considerare le tasse locali.
  • Valore Reale – Di ogni immobile deve poi essere considerato il valore reale, ossia del suo valore meno l’inflazione. Negli ultimi venticinque anni, il valore degli immobili è mediamente calato del 15%. Questo vuol dire semplicemente che avesse investito in immobili tempo fa, oggi non sarebbe riuscito a proteggere il valore del suo capitale dall’inflazione. In questo senso, va considerato anche l’aspetto geografico. Nelle grandi città come Roma, Torino o Milano il valore immobiliare è rimasto quasi intatto, mentre è crollato maggiormente nelle altre zone del paese.
  • Poca Liquidità – L’investimento immobiliare è tradizionalmente poco liquido, nel senso che vendere la propria abitazione richiede parecchio tempo e i costi di intermediazione possono essere molto onerosi.
  • Affitto – Vista l’elevata percentuale di case di proprietà in Italia e i postumi della crisi economica, il mercato degli affitti non è molto reattivo, tranne che per poche aree geografiche. Ad oggi sono tantissimi gli inquilini morosi e gli strumenti “difensivi” a disposizione dei proprietari sono molto limitati.

Quindi, oggi il settore immobiliare è abbastanza rischioso. In un’ottica di lungo periodo sarà quindi opportuno diversificare i propri asset per evitare di essere troppo esposti in caso di crisi specifica del settore. Questo non significa che investire in immobili non sia redditizio. In alcuni casi è infatti possibile trarne profitto, soprattutto se acquistate casa in una grande città o in una importante località turistica. Ciò non significa ignorare però gli aspetti sopra elencati. L’importante sarà comprendere che gli immobili sono asset come tutti gli altri e a cui esistono delle alternative.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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