Come Le Banche Centrali Influenzano Il Mercato Forex

Le Banche Centrali hanno da sempre molta influenza sull’andamento del mercato Forex. Principalmente, esse possono intervenire in due modi: attraverso la gestione delle riserve valutarie e degli asset. Le riserve valutarie rappresentano l’ammontare delle valute straniere depositate presso una banca centrale. Questi depositi servono sia per effettuare pagamenti che per cambiare il valore della moneta nazionale (o comune, nel caso dell’Euro). Le riserve straniere sono rappresentate soprattutto in Dollari (USD) ed Euro (EUR) e in piccola misura da Franchi svizzeri (CHF), Sterlina britannica (GBP) e Yen giapponese (JPY). In particolare però, è il Dollaro americano la valuta straniera che rappresenta meglio di tutte le riserve valutarie delle banche centrali.

Agendo sulle riserve valutarie, una banca centrale può intervenire sul mercato forex per calmierare ad esempio alcuni attacchi speculativi ma soprattutto le violente fluttuazioni nel valore della moneta. Scopo principale delle riserve è quindi quello di assorbire gli eventi negativi a cui potrebbe essere soggetta una determinata valuta. Uno degli ultimi interventi di questo tipo è quello attuato dalla “People’s Bank of China” per influenzare il valore dello Yuan (CNY), che è strettamente correlato al dollaro. Agli inizi di Agosto 2015, la banca centrale cinese è intervenuta ripetutamente per cambiare il “fix”, svalutando la moneta cinese (Yuan o Renminbi) al ritmo più sostenuto da 20 anni a questa parte. Per fare ciò, la Banca ha venduto la moneta nazionale acquistando in cambio valute estere.

Influenza Sui Cambi

Le maggiori autorità economiche mondiali cercano di mantenere alto il livello delle riserve valutarie straniere, così da svalutare la propria moneta e ridurre (in modo artificiale) il suo valore rispetto alle altre. In questo caso, si parla di manipolazione dei cambi, dal momento che sono le istituzioni, e non il mercato, a modificare le relazioni tra le diverse valute.

La politica che apporta variazioni alla base monetaria può avvenire attraverso l’acquisto o la vendita di monete estere o bond rispetto alla propria moneta. Se ad esempio una Banca Centrale intende stimolare la crescita della propria economia adotterà manovre di politica monetaria espansive, cioè che espandano il suo bilancio (base monetaria) e che porteranno ad un calo nel valore della moneta che emette.

In questo modo si andrà ad incidere sulla bilancia commerciale del paese: le esportazioni saranno più convenienti e quindi i beni che venderà all’estero costeranno di meno. Ma una banca centrale può anche decidere di acquistare obbligazioni denominate in valuta straniera che detiene sotto forma di riserve. I bond saranno acquistati in cambio di un’offerta extra di liquidità, che sarà poi immessa sul mercato. La legge della domanda e dell’offerta farà il resto. Essendo aumentata l’offerta della valuta, a fronte di una domanda che è rimasta fissa, il valore della valuta stessa scenderà; allo stesso tempo l’acquisto di valuta estera (per acquistare bond denominati in valuta estera) aumenterà il valore della stessa. Il risultato è che il tasso di cambio, ovvero la relazione tra queste due monete, scenderà.

mercato forex

 

Il Ruolo Della Federal Reserve (Fed)

Fino ad ora abbiamo fatto l’esempio di governi che attuano una politica monetaria “non sterilizzata”, cioè perseguita in modo unilaterale senza che si compensino gli effetti che produce, con la base monetaria che viene manipolata. Nei casi di politica “sterilizzata“, invece, la base monetaria della banca centrale non viene modificata. In questi casi, l’obiettivo rimane però sempre lo stesso: influenzare i rapporti di cambio che la divisa domestica ha con le altre valute. Si procede dunque in primo luogo alla vendita o all’acquisto di asset che sono denominati in valuta estera. Visto che il dollaro americano è la valuta straniera che meglio di tutte rappresenta tutte le riserve valutarie mondiali, vediamo come potrebbe comportarsi la sua banca centrale, ovvero la Federal Reserve (Fed).

  • 1° caso – Se la Fed volesse deprezzare il dollaro, potrebbe acquistare asset denominati in Euro facendo crescere così il valore della moneta unica. Successivamente, potrebbe intervenire sul mercato aperto vendendo “Treasuries”, ovvero i titoli di stato Usa, per un controvalore uguale. In questo caso, la base monetaria della Banca centrale non è stata modificata, in quanto la transazione sul mercato aperto ha permesso alla Fed di compensare gli effetti del primo intervento.
  • 2° caso – Se la Federal Reserve volesse apprezzare il dollaro, potrebbe prima vendere asset denominati in valuta straniera (ad esempio, bond in Euro), facendo così scendere il valore dell’Euro. Successivamente, a fronte dello smobilizzo di questi asset che si sono tradotti in una riduzione del suo bilancio, acquisterà Treasuries garantendo così che la base monetaria rimanga invariata.

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