Come investire in CFD

CFD (acronimo inglese di Contract for difference, ovvero Contratto per differenza) sono tra gli strumenti derivati più in voga negli ultimi anni in campo finanziario. Questi strumenti permettono agli investitori di generare guadagni sia con mercati al rialzo, che al ribasso (quindi in linea con la volatilità che da tempo sta caratterizzando i mercati finanziari). Senza dimenticare la duplice natura che caratterizza tutti gli strumenti derivati, vale a dire la possibilità di essere utilizzati sia in chiave speculativa (da chi cioè cerca il guadagno nel breve termine), sia di copertura da eccessivi rischi in portafoglio. Altro vantaggio che offrono questi derivati sono quelli di poter essere negoziati 24 ore al giorno, quindi anche al di fuori dei normali orari di Borsa (che per alcuni investitori possono coincidere con quelli di lavoro). Infatti, a differenza di altri derivati (come le opzioni), i CFD non hanno scadenza. Ad ogni modo, se le posizioni aperte vengono lasciate aperta di notte, il broker procederà al calcolo del guadagno o della perdita e all’accredito o addebito sul conto del cliente, con la posizione che viene poi portata al giorno successivo.

Come investire in CFD

Come investire in CFD

Cos’è un CFD?

plus500

Di che si tratta nello specifico e cosa offre agli investitori?
In sostanza, un CFD non è un vero e proprio titolo finanziario, ma rappresenta la differenza di valore dello stesso (quindi di un sottostante come per tutti i derivati) maturata tra il momento di sottoscrizione del contratto e la chiusura dello stesso. In questo modo, colui che presta il titolo all’investitore tramite il CFD manterrà la proprietà del titolo reale, cedendo solo la sua performance economica per tutta la durata del contratto.

 

Come investire in CFD

Quali sono i vantaggi?

I CFD consentono di operare “a leva”: ossia, consentono di impiegare una quota di capitale ridotta rispetto alla somma che si intende movimentare. Questa quota è chiamata margine e può variare da broker a broker a seconda dell’asset class su cui si opera. Così, se si fa trading scegliendo per sottostante un’azione e il margine per l’equity è pari al 10%, saranno sufficienti 1.000 Euro per acquistarne 10.000.

Se si registra una variazione dell’1% nel sottostante, questo andrà rapportato a 10.000 e non a 1.000 (che quindi ammonterà a 100 Euro). In seguito, nel caso di entrata long (in acquisto), l’acquirente pagherà alla controparte un interesse per il prestito e realizzerà un guadagno se il valore del sottostante cresce, mentre in caso di perdita a trarre profitto sarà il venditore. Il tutto al netto delle commissioni da pagare all’intermediario. Al contrario, in caso di entrata short (vendita del sottostante, secondo i meccanismi delle vendite allo scoperto), si riceverà un interesse dalla controparte ottenendo quindi un ulteriore profitto nel caso in cui il prezzo del sottostante scenda.
La possibilità di operare short, offrirà quindi all’investitore un’ottima opportunità di guadagno anche nelle fasi ribassiste dei mercati. Un altro vantaggio dei CFD è la possibilità di fare trading senza pagare l’imposta di bollo sui profitti: i CFD, infatti, nacquero in Gran Bretagna nei primi anni ’90 proprio per aggirare la tassa della Regina sulle azioni.

Quali sono i rischi?

Tuttavia, come sempre in campo finanziario, maggiori opportunità di guadagno corrispondono a maggiori rischi. Quindi sarà necessario conoscere anche i pericoli ai quali si andrà incontro in questo tipo di investimenti. Tanto per cominciare, essendo soggetti ad “effetto leva“, essi potrebbero portare a perdite consistenti che possono anche arrivare ad erodere completamente il capitale investito. Quindi, per riuscire a minimizzare i rischi, sarà importante innanzitutto capire il funzionamento di questi strumenti, in modo da poter intervenire in maniera tempestiva in caso le cose si mettano male.

Infine è fondamentale fissare valori limite (gli stop loss), al superamento dei quali bisognerà procedere con la vendita, preferendo una perdita limitata rispetto al rischio di una totale disfatta. Ci sono anche gli stop non garantiti, che si distinguono da quelli appena elencati perché non garantiscono la chiusura allo stesso livello: in caso di crollo del mercato ci si può trovare a fare i conti con un’attivazione dello stop su livelli più bassi.
L’altra faccia del maggior rischio assunto è la mancanza di un premio da corrispondere.

Ad ogni modo, sappiate che il vostro broker si tutelerà sempre dal rischio di ribassi eccessivi fissando un livello di margine minimo (la somma depositata a garanzia dell’investimento). Se si scenderà sotto questo livello, scatterà automaticamente ciò che viene denominato “la  chiamata” (margin call): il trader sarà tenuto a ristabilire immediatamente il margine, altrimenti scatterà la liquidazione della posizione.

Come investire in CFD

 Trading CFD

E’ possibile fare trading con i CFD, cosa che avviene fra i singoli investitori e le società di intermediazione. Di seguito ne esporremo le principali caratteristiche dei principali strumenti finanziari.

 Trading CFD – Forex

Fare trading CFD sul Forex significa aprire posizioni al rialzo o al ribasso sulle varie coppie valutarie. L’alta leva costituisce indubbiamente uno dei principali vantaggi del trading sul Forex con i CFD, insieme agli spread molto più vantaggiosi se paragonati a quelli di altri strumenti finanziari. Fra le principali piattaforme su cui tradare CFD sul Forex citiamo Plus500, decisamente più semplice rispetto a MetaTrader4, sebbene quest’ultima risulti essere perfetta per questo scopo.

 Trading CFD – ETF

Fare trading di CFD su ETF implica scambiare questi ultimi al rialzo e al ribasso in maniera piuttosto semplice. Gli ETF sono dei fondi aventi dei titoli, dall’elevata liquidità e ridotti costi gestionali, che possono essere scambiati come si fa con le azioni. Scopri di più su come investire in ETF.

 Trading CFD – Opzioni

Questo tipo di trading CFD è forse quello di più recente introduzione che dà la possibilità di aprire opzioni call e opzioni put su indici.

 Trading CFD – Materie prime

Petrolio, oro, gas naturali, oro, argento e rame sono solo alcune delle materie prime che rendono possibile il trading CFD su questo strumento.

 Trading CFD – Indici

Fare trading CFD su indici significa tradare i principali indici di borsa di mercati azionari quali il FTSE MIB di Piazza Affari, il Dow Jones o la Borsa di Francoforte. Ci sono alcuni broker che consentono di negoziare anche su un’altra tipologia di indici, come ad esempio quello della volatilità.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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