3 Motivi per Non Vendere Dopo una Crisi del Mercato Azionario

Sebbene il mercato azionario stia volando alto ultimamente, alcuni investitori non hanno dimenticato le recenti flessioni. Tuttavia, molti dei cali verificatisi nell’ultimo decennio, compreso il crollo dovuto alla crisi economica del 2008, stanno diventando memorie sbiadite. Ma gli investitori che hanno sopportato questi tempi difficili, ne sono usciti migliorati nello spirito…e nel portafoglio!

3 Motivi per Non Vendere Dopo una Crisi del Mercato Azionario

Perché Non Vendere Dopo Una Crisi Del Mercato Azionario

Questo perché, dopo ogni calo (e non importa quanto sia grave), gli investitori tendono a recuperare le perdite e i mercati a stabilizzarsi. Lo stesso non si può dire per gli investitori che vendono ai primi segnali di crisi nella speranza di arginare le loro perdite. A questo proposito, oggi vedremo tre ottime ragioni per non vendere immediatamente dopo una crisi del mercato azionario.

1. Le Flessioni Tendono ad Essere Seguite da Rialzi

Nei mercati in ribasso gli investitori sono spesso sopraffatti dal loro istinto di “avversione alla perdita”, pensando che se non vendono rischiano di perdere più denaro. Tuttavia, il declino dei prezzi è spesso temporaneo e lo stato delle cose viene tendenzialmente ripristinato entro breve tempo.

D’altra parte, se l’investitore vende quando il mercato è in calo, realizzerà una perdita. Una lezione che molti operatori di borsa hanno imparato è che anche se può essere difficile resistere alla tentazione di vedere un mercato in declino e non ritirarsi, vale la pena restare calmi e aspettare la ripresa.

Ricerche hanno dimostrato infatti che la durata media di un mercato ribassista è inferiore a un quinto della media di un mercato rialzista. E mentre il declino medio di un mercato ribassista è del 28%, il guadagno medio di un mercato rialzista è superiore al 128%. Il fattore chiave è che un mercato orso è solo temporaneo e il prossimo mercato rialzista cancellerà il suo calo, ed estenderà i guadagni del precedente mercato rialzista. Il rischio maggiore per gli investitori non è quindi il prossimo calo del 28% nel mercato, ma il mancato prossimo guadagno del 100% sulla sicura ripresa.

2. Non Si Può “Programmare” l’Andamento del Mercato Azionario

Attuare una strategia di market timing o”cronometrare” i tempi del mercato azionario può essere incredibilmente difficile e gli investitori che ci provano, spesso perdono l’attimo giusto per investire con successo. Storicamente, sei dei dieci giorni migliori sul mercato si verificano entro due settimane dai dieci giorni peggiori.

Questo indica che se un investitore vende durante le flessioni del mercato, probabilmente perderà i giorni migliori in cui il suo investimento frutterà di più. Secondo una recente ricerca della banca JP Morgan, chi ha investito $ 10.000 nell’indice S&P 500 ed è rimasto sul mercato tra il 2 gennaio 1996 e il 31 dicembre 2015, avrebbe oggi oltre $ 48.000. Un investitore che ha perso 10 dei migliori giorni sul mercato ogni anno avrebbe invece solo $ 24,070. Chi invece ha perso 30 dei migliori giorni del mercato, oggi avrebbe addirittura meno del suo investimento iniziale (- $ 9.907).

3. Non Si Segue Una Strategia d’Investimento

Un investitore che ha una strategia d’investimento ben concepita e a lungo termine, non dovrebbe essere eccessivamente preoccupato dei movimenti a breve termine del mercato azionario.

Per qualcuno con un orizzonte temporale di investimento di 20 anni, il crollo del mercato azionario del 2008 o la crisi del mercato dopo il voto sulla Brexit probabilmente avranno avuto un effetto minore sulla performance a lungo termine del suo portafoglio, rispetto a chi ha svenduto durante queste (normali) flessioni.

Ciò che è importante per un investitore a lungo termine sono i suoi obiettivi di investimento e una solida strategia basata su un portafoglio ben diversificato, con un mix di asset class per tenere sotto controllo la volatilità.

Avere la pazienza e la disciplina per essere fedeli ad una strategia è molto importante per gestire con successo un portafoglio: un investitore che crede ciecamente in una strategia di investimento a lungo termine sarà molto meno propenso a seguire la massa in preda al panico.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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